Unpli Umbria

Rassegna stampa Unpli Umbria: Il vino a Cantone di Parrano

Rassegna stampa
UNPLI UMBRIA
Il vino a Cantone di Parrano
di Luigi Foglietti
7 Luglio 2010
Il Mess
aggero

Il vino a Cantone di Parrano

di LUIGI FOGLIETTI

La Pro Loco è nata nel 1984, organizza a luglio ”Pizza in piazza”  per il 21 agosto la ”Sagra del polletto nostrano alla diavola”

CANTAVA Domenico Zamperini, poeta dialettale orvietano, per descrivere Cantone: “Ner mezzo dell’Italia è un artipiano/ fiorito d’uva e de frutta/ circondato da monticelle carche d’olio e grano,/ tu trove Cantone de Parrano./ C’è tutto ‘r giorno ‘r sole, il clima è sano,/ bona la gente, vino prelibato;/ ma quer che manna in estasi è l’arcano che ispira la cantina de Galliano”. Cantone è una frazione del Comune di Parrano, che oggi conta circa trenta abitanti, per lo più anziani. Il paesino è costruito intorno ai 500 metri di quota su uno sperone compreso fra due valli nel cui fondo scorrono due affluenti del Chiani. La sua storia è abbastanza recente, in quanto fondato a cavallo tra ‘600 e ‘700 per volontà dei Marescotti, potenti e ricchi orvietani, feudatari di Parrano. Massimo incremento demografico nel secondo dopoguerra. Ma poi una continua emigrazione verso altri centri della Regione o altre zone d’Italia. Molti si sono trasferiti a Roma, dove si conta consistente rappresentanza.

Le case, quasi tutte restaurate, hanno mantenuto la struttura originaria in pietra e oggi sono meta ambita durante l’estate, quando il paesino si rianima davvero, come del resto accade anche per le principali festività.

«Caratteristiche e molto suggestive sono le ‘grotti’, una serie di cantine, circa 25, scavate nella creta nel punto più alto del paese – spiega Luigi Piovanello, presidente della altrettanto piccola Pro Loco che anima le attività della frazione – che nel passato, oltre ad essere il luogo dove trovare ristoro dopo una giornata di duro lavoro nei campi, rappresentavano anche un piacevole punto d’incontro, una specie di salotto paesano».

E Piovanello aggiunge: «Famose erano le merende domenicali quando ognuno portava qualcosa da mangiare e lo condivideva con gli altri per passare un pomeriggio in allegra compagnia, allegria favorita dal buon vino fresco e soprattutto genuino custodito proprio nelle grotti».

E il presidente continua: «Dal 2000 le cantine hanno riscoperto il ruolo di punto di socializzazione grazie alla ristrutturazione degli spazi antistanti che sono stati dotati di un grosso braciere e di tavoli con panche, per mangiare della carne alla brace accompagnata dal solito buon vino locale. Ed è dalla ripresa di questa tradizionale e sana abitudine che abbiamo potuto dar vita alla ‘Sagra del polletto nostrano alla diavola’ che ha visto confluire nella zona delle cantine qualche centinaio di persone. Da allora tale evento è diventato un appuntamento estivo per tutti gli amanti della buona cucina alla brace. Prossimo appuntamento il 21 agosto e vi aspettiamo».

«Anche la nostra Pro Loco – chiude Piovanello – ha natali recenti, nasce infatti nel 1984 dalla esigenza di creare un organismo che possa gestire il sociale e grazie alla donazione di un terreno da parte di monsignor Maccari e alla collaborazione finanziaria e soprattutto manuale di tutti i paesani è in costruzione un accogliente locale che sarà la nostra sede, praticamente un circolo che diventerà luogo d’incontro per giovani e anziani».

Tra gli eventi gestiti dalla Pro Loco: la Festa del Santo Patrono San Barnaba che si celebra l’11 giugno, la festa della Madonna Addolorata, l’ultima domenica di settembre, e la Sagra del Polletto nostrano alla diavola, la tanto attesa sagra che in genere si tiene il primo sabato dopo ferragosto. Ma non basta perché nella programmazione del periodo estivo, che sta per iniziare, è prevista anche, per il 17 luglio, la Pizza in piazza.

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