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Rassena stampa Unpli Umbia: La difesa dell’arte a Cannara

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La difesa dell’arte a Cannara
Luigi
Foglietti

21 Dicembre 2010
Il Mess
aggero

La difesa dell’arte a Cannara

di LUIGI FOGLIETTI

La Pro Loco è nata nel 1962, come erede del Circolo del 1926 Tante manifestazioni tradizionali, dal carnevale all’Infiorata

LA Pro Loco Cannara assume tale denominazione nel 1962, ma è figlia di un Circolo giovanile che nel 1926 si impegnò per consentire al professor Giovanni Bizzozzero, appassionato di storia e archeologia, di procedere nelle sue ricerche che permisero, dal 1930, di riportare alla luce l’antichissimo villaggio Urvinum Hortense, di origini etrusche.

«Alla luce delle scoperte – dice l’attuale presidente Plinio Paoli – quel circolo si trasformò in un Comitato per la difesa dei monumenti e del paesaggio con lo scopo di promuovere e sviluppare iniziative atte a dare impulso al turismo, conservare gli oggetti antichi e le opere d’arte, promuovere mostre e convegni e quant’altro per il miglioramento delle condizioni morali e materiali della vita cittadina». «Più o meno lo stesso spirito fondante espresso negli scopi dell’attuale statuto – precisa Paoli – con alcune attualizzazioni come un monitoraggio dei servizi pubblici e delle relative tariffe attraverso un dialogo con le pubbliche autorità finalizzato alla tutela del turista per favorire lo sviluppo del settore, ed inoltre una attività ricca di manifestazioni studiata per aggregare più gente possibile e raccogliere quei fondi necessari alla concretizzazione degli scopi sociali».

Alla Pro Loco di Cannara vanno fieri per le loro realizzazioni come il rifacimento del tetto e il recupero degli affreschi della Chiesa di San Giovanni decollato fatto negli anni ’60 dello scorso secolo o come il restauro della parte lignea dell’altare della chiesa di San Biagio e quello della tela della Madonna del Rosario.

«Il calendario delle nostre manifestazioni – spiega Paoli – si sovrappone agli appuntamenti della tradizione cannarese che ci vedono impegnati a carnevale con i suoi carri allegorici che negli anni hanno preso il posto della ‘merangolata’ la battaglia a colpi di arance che lasciava il centro cittadino in condizioni pietose. A seguire, a Pasqua, l’esaltazione di un altro prodotto d’eccellenza di Cannara, la Vernaccia, un vino dolce fatto con uva cornetta appassita che si consuma per le vie accompagnata dalla tradizionale torta con il formaggio».

Altro momento atteso, che coinvolge coralmente quasi tutta la popolazione, è l’Infiorata del Corpus Domini, che vede centinaia di infioratori inginocchiati tutta la notte per predisporre un tappeto di fiori multicolori che si snoda per le vie del paese il giorno della festa.

«Ma la festa che caratterizza la nostra attività e che ha fatto conoscere Cannara ad un pubblico molto vasto – precisa il presidente – è ‘La festa della cipolla’ che quest’anno ha celebrato la trentesima edizione e come ci piace dire ‘trent’anni di lacrime’».

Data d’inizio il primo mercoledì di settembre e per dieci giorni centinaia di persone si impegnano per allestire sei stand gastronomici che attendono migliaia di turisti attratti dai variegati, originali e gustosi piatti (più di cento varietà) realizzati con la cipolla bianca o rossa prodotti tipici della terra argillosa di Cannara. Tale è la sua fama che si parla della coltivazione e del commercio di tali prodotti fin dal 1300.

«Cannara in quei giorni diventa una città mercato – racconta Paoli – un teatro, un bazar ed un piano bar per intrattenere musicalmente le migliaia di visitatori».

Ma non solo cipolle, a novembre, infatti, sotto il nome di Settimana della cultura, vengono proposte serate per promuovere opere letterarie, sulla realtà storica del territorio sulla sua identità, momenti culturali offerti nella bellissima chiesa barocca di San Sebastiano, oggi auditorium.

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